LA VERITA’ SU ARKEON - Sentenza (definitiva) “arkeon” di primo grado a Bari: nessuna “psicosetta”

Nelle Motivazioni della Sentenza, alle pagine 896 e 897 si legge:
“l’esito di questo giudizio ha sconfessato la sussistenza della principale e più grave delle accuse, costituita dall’essere Arkeon una “psico-setta”, ha portato ad escludere la sussistenza di uno stato di incapacità di intendere e volere per i partecipanti a qualsiasi tipo di seminario e di tecniche manipolatorie della mente, nonché di violenze di ogni genere poste in essere nei confronti di minori. In questo giudizio non vi è stata contestazione di reati fiscali ed è emerso che i costi dei seminari erano fissi e noti ai partecipanti. Il processo ha portato ad escludere la sussistenza dell’aggravante dell’aver indotto nei partecipanti il timore di un pericolo immaginario, come cagione giustificativa degli esborsi economici, nonché di quella del danno di rilevante entità e da questo è conseguita la ritenuta improcedibilità dei reati di truffa, con riferimento ai quali non era stata sporta alcuna querela da parte delle vittime…”

Registrazione audio integrale della Relazione di Raffaella Di Marzio: ORGANIZZAZIONI SETTARIE E ANTISETTARIE: STRUTTURE E DINAMICHE SIMILARI IN CONTESTI ANTAGONISTI - 12° Congresso Internazionale della Società Italiana di Psicologia della Religione (SIPR): "L'IO, L'ALTRO, DIO: Religiosità e Narcisismo" - Testo registrazione

Le Confessioni del "mostro nello specchio". Arkeon, Le Associazioni Anti-sette e l'Ordine degli Psicologi: Un'esperienza personale

The Confessions of "the monster in the mirror". Arkeon, the Anti-cult Associations and the Order of Psychologists: a personal experience

Movimenti Antisette e Neutralità dello Stato - Un caso di studio: la FECRIS

Nella sua conclusione Willy Fautrè mette in evidenza come associazioni membri della FECRIS, nelle nazioni prese in considerazione dalla ricerca, mettano in atto azioni discutibili

Sette, antisette, "setta degli antisette", aiuto e altre riflessioni - Simonetta Po

Persecuzione e campagne anti-sette: intervista a Raffaella Di Marzio - di Camillo Maffia


venerdì 7 ottobre 2011

Vicenda ARKEON 2 - L’A.P.A. e la “Task force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control” 6-10-2011




Non ho mai amato i film “gialli”. Sono più portato per il genere “western”, stile John Wayne, tanto per intenderci.

Così non farò aspettare il lettore per 50 pagine, come il Dott. Luigi Corvaglia nella sua “Relazione tecnica su arkeon”, per dire ciò che penso veramente riguardo alla vicenda “arkeon”.
http://pietrobono.blogspot.com/2011/10/vicenda-arkeon-1-storia-di-una-psicosi.html

Le tre analisi su arkeon fatte, come dicevo nel documento sopra indicato, da Tinelli, Fornesi e Corvaglia, sono analisi basate sostanzialmente sulle teorie e metodi che fanno pieno riferimento agli studi e alle ricerche di Margaret Singer e collaboratori.

Margaret Singer, era una nota psicologa e studiosa americana.
http://en.wikipedia.org/wiki/Margaret_Singer

Ora avrò modo di rifarmi sui miei pochi, ma affezionati (dopo il pippone di oggi, non più, ahimè) lettori, delle fatiche sostenute dai miei pochi neuroni cerebrali ancora attivi, nel vagabondare tra concetti e sigle di ogni genere.
Roba da farti desiderare, non dico un lavaggio vero e proprio, ma almeno una rinfrescata al cervello.

Andiamo per ordine.

Per sapere se le basi teoriche e concettuali utilizzate da Tinelli, Fornesi e Luigi Corvaglia per studiare e analizzare il percorso di arkeon sono concetti e metodi legittimi e riconosciuti dalla comunità scientifica, bisogna fare un salto indietro nel tempo.

Per fare ciò devo inevitabilmente affidarmi ad un documento firmato nel 1998 da Alberto Amitrani e Raffaella Di Marzio.

Da quanto ho potuto comprendere in questi anni, ma posso certamente essermi sbagliato, questo documento, grossolanamente parlando, ha un pregio e un difetto.

Il pregio è stato di fare chiarezza su una verità storica dello sviluppo scientifico che, per motivi complessi, era andata in qualche modo perduta nella sua completezza.

Il difetto - che poi difetto non è - dipende dal fatto che questo documento è datato. E siccome la ricerca, ma forse soprattutto i ricercatori (quando sono onesti), crescono in esperienza e in conoscenza, oggi alcune parti del documento potrebbero, dico potrebbero, prestarsi a essere magari fraintese o travisate.

Così chiedo scusa agli autori, perché intendo utilizzare questo prezioso documento come filo logico del discorso, utilizzandone in definitiva buona parte del contenuto, inframmezzandolo con brevi commenti e testi dei documenti originali ad integrazione.

Premessa:

“…Nei primi anni ’80, alcuni professionisti di salute mentale americani diventarono figure molto conosciute per il loro coinvolgimento come testimoni esperti nei processi contro gruppi che essi consideravano delle sette. Nelle loro testimonianze essi presentavano le teorie del “lavaggio del cervello”, del “controllo mentale”, o della “persuasione coercitiva” per supportare le posizioni legali di membri fuoriusciti contro il proprio gruppo.
La American Psychological Association (APA) nel 1983 chiese a M. Singer, che era una delle principali sostenitrici delle teorie sulla “persuasione coercitiva”, di presiedere a una task force per indagare se il lavaggio del cervello o “persuasione coercitiva” giocasse un ruolo nel reclutamento in tali gruppi. La taskforce fu chiamata “APA Task Force sulle tecniche ingannevoli e indirette di persuasione e controllo“ (DIMPAC)...
...M. Singer, fino ad allora aveva intervistato più di 3.000 membri di culti presenziato in più di 200 processi…”.
http://en.wikipedia.org/wiki/Margaret_Singer


Così scrivono in proposito Alberto Amitrani e Raffaella Di Marzio nel loro prezioso articolo dell’Aprile 1998 
- Il "lavaggio del cervello" nei nuovi movimenti religiosi -

“…La Suprema Corte degli Stati Uniti richiese all’APA (American Psychological Association - una delle Associazioni più prestigiose nel mondo: Associazione che conta circa 150.000 iscritti e che rappresenta l’intera categoria) di prendere una posizione pubblica sul problema concernente l’affidabilità scientifica delle teorie del "lavaggio del cervello" applicate ai Nuovi Movimenti Religiosi. 

Per questo motivo l’APA, nel 1984, nominò Margaret Singer, presidente del comitato DIMPAC (Task force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control), per indagare su questa ed altre questioni…”.

1. Descrivere le tecniche di persuasione e controllo ingannevoli e indirette che possono limitare la libertà e influire negativamente su individui, famiglie e società.
2. Verificare la base dati sull’argomento
3. Definire le implicazioni delle tecniche di persuasione e controllo ingannevoli e indirette per gli utenti di servizi psicologici.
4. Esaminare le implicazioni etiche, educative e sociali di questo problema.

1. Describe the deceptive and indirect techniques of persuasion and control that may limit freedom and adversely affect individuals, families, and society.
2. Review the data base in the field.
3. Define the implications of deceptive and indirect techniques of persuasion and control for consumers of psychological services.
4. Examine the ethical, educational, and social implications of this problem.[2]

Ecco i componenti della Task force presieduta da M. Singer:

• Margaret Singer, Chair
• Harold Goldstein, National Institute of Mental Health
• Michael Langone, American Family Foundation
• Jesse S. Miller
• Maurice K. Temerlin, Clinical Psychology Consultants, Inc.
• Louis Jolyon West, University of California Los Angeles
http://en.wikipedia.org/wiki/APA_taskforce_on_Deceptive_and_Indirect_Techniques_of_Persuasion_and_Control

Ancora Amitrani e Di Marzio:
“…Questo comitato preparò un rapporto che fu rifiutato dalla commissione preposta dall’APA , il Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (BSERP). Questa commissione, che oggi non esiste più, rifiutò il rapporto finale del DIMPAC in una breve lettera, chiamata Memorandum, dell’11 Maggio 1987.

Dopo più di due mesi di ricerche "telematiche" siamo riusciti ad avere una fotocopia del documento giunto via fax dagli Stati Uniti. Possiamo quindi ora chiarire alcuni punti essenziali:

1) Il documento si apre e si chiude con i ringraziamenti alla Task Force (DIMPAC) per il lavoro svolto ed esprime apertamente la consapevolezza della enorme difficoltà di giungere ad un rapporto finale su questa questione così complessa e controversa. Dunque nessuna polemica contro chi ha effettuato il rapporto, ma, anzi, il riconoscimento del lavoro svolto, che seppur non condiviso, risulta ugualmente apprezzabile.

2) Il rapporto steso dal DIMPAC fu esaminato da due esperti esterni e da due membri della Commissione dell’APA denominata Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (BSERP). Essi hanno affermato che nel rapporto del DIMPAC c’erano delle deficienze, dei difetti. In esso mancavano infatti il rigore scientifico e l’approccio critico imparziale necessario per ottenere l’imprimatur dell‘APA. Il rifiuto, quindi, venne deciso in base all’esame del rapporto fatto da 4 persone (di cui solo 2 dell’APA) che si sono trovate d’accordo nel rifiuto…”



American Psychological Association - 11 Maggio, 1987

MEMORANDUM

A: Membri della Task Force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control (DIMPAC)

DA: Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (BSERP)

OGGETTO: Rapporto Finale della Task Force
_______________________________________

Il BSERP ringrazia la Task Force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control per il suo servizio, ma è impossibilitata ad accettare il rapporto della Task Force. In generale, il rapporto manca di rigore scientifico e dell'imparziale approccio critico necessario per la convalida dell'APA.

Il rapporto è stato attentamente esaminato da due esperti esterni e due membri del BSERP. Questi hanno concordato in maniera indipendente sull'esistenza nel rapporto di significative deficienze. Le analisi sono state accluse per vostra informazione.

Il BSERP avverte i membri della Task Force di non usare i compiti che sono stati loro assegnati in passato per significare supporto o approvazione del BSERP o dell'APA sulle posizioni sostenute nel rapporto. Il BSERP richiede ai membri della Task Force di non distribuire o pubblicizzare il rapporto senza indicare che è risultato inaccettabile per il BSERP.

In conclusione, dopo attenta considerazione, il BSERP non ritiene di avere informazione sufficiente per prendere una posizione su questa questione.

Il BSERP apprezza la difficoltà che ha richiesto produrre un rapporto su un argomento così complesso e controverso, e di nuovo ringrazia i membri della Task Force per i loro sforzi.

Allegato.

4200 Seventeenth St. N.W.

Washington, D.C. 20036

(202) 955-7600



American Psychological Association - May 11, 1987

MEMORANDUM

TO : Members of the Task Force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control (DIMPAC)

FROM : Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (BSERP)

SUBJECT : Final Report of the Task Force
______________________________________

BSERP thanks the Task Force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control for its service but is unable to accept the report of the Task Force. In general, the report lacks the scientific rigor and evenhanded critical approach necessary for APA imprimatur.

The report was carefully reviewed by two external experts and two members of the Board. They independently agreed on the significant deficiencies in the report. The reviews are enclosed for your information.

The Board cautions the Task Force members against using their past appointment to imply BSERP or APA support or approval of the positions advocated in the report. BSERP requests that Task Force members not distribute or publicize the report without indicating that the report was unacceptable to the Board.

Finally, after much consideration, BSERP does not believe that we have sufficient information available to guide us in taking a position on this issue.

The Board appreciates the diffulty in producing a report in this complex and controversial area, and again thanks the members of the Task Force for their efforts.

Enclosure

1200 Seventeenth St. N.W.

Washington D.C. 20036

(202) 955-7600

Ecco ora i due importanti allegati  reperiti sul sito del CESNUR
http://www.cesnur.org/testi/APA.htm

[Allegato 1]

UNIVERSITY OF HAIFA
____________________

Reply to: 205 W 15th St. (4n)

New York NY 10011

February 18, 1987

Caro Dr. Thomas

Grazie per avermi spedito la bozza di Rapporto della Task Force sulle tecniche ingannevoli e indirette. Leggendolo, mi sono trovato spesso sconcertato e insoddisfatto. Sembra che il Rapporto rifletta due tipi di ambiguità, una concettuale e una morale.

Il problema di base è l’incapacità di definire ciò che la Task Force doveva investigare. Cosa sono esattamente le tecniche di persuasione e controllo ingannevoli e indirette? Non credo che gli psicologi sappiano molto delle tecniche di persuasione e controllo, dirette o indirette, ingannevoli o oneste che siano. Semplicemente non lo sappiamo e dovremmo ammetterlo. Mancando una teoria psicologica, il Rapporto ricorre al sensazionalismo nello stile di certi riviste scandalistiche. La raccolta di storie a pagina 19, con riferimento ai “Culti satanici”, mi ha ricordato il National Enquirer. Molte di queste storie sono accuse prive di fondamento e anche quando sono fondate nei fatti non hanno ragion d’essere all’interno di un Rapporto sulle tecniche di persuasione. Il termine “lavaggio del cervello” non è un concetto teorico riconosciuto ed è soltanto una spiegazione sensazionalistica più adatta a seguaci dei culti e predicatori del ritorno. Non dovrebbe essere utilizzata da psicologi, dal momento che non spiega nulla.

La Task Force sembra pensare che i vari guru e leader religiosi siano ladri disonesti. Io sono propenso ad accettare questo giudizio morale, ma non sono certo che sia supportato da una teoria psicologica a questo stadio.

La seconda parte del Rapporto, che tratta la psicoterapia, è più interessante e si basa su fondamenta concettuali e morali più solide. Tratta questioni che sono più “vicine a casa”. In effetti i LGAT sono una forma di psicoterapia e in effetti la psicoterapia così come viene solitamente praticata (cioè privatamente) è incline a indurre comportamenti immorali. Pertanto il Rapporto potrebbe concentrarsi sugli abusi commessi da professionisti autorizzati e sulla questione dei LGAT.

Non ho simpatia per il Reverendo Moon, Rajneesh o Scientology, ma credo che gli psicologi faranno al pubblico un favore più grande pulendo i propri comportamenti, prima di affrontare varie strane religioni. E la differenza tra scienza e religione, credo io, risiede nella disponibilità ad ammettere la propria ignoranza e che non abbiamo spiegazioni per tutto.

Nella sua forma attuale, credo che il Rapporto non dovrebbe essere pubblicato.

Sinceramente


Benjamin Beit-Hallahmi


[Enclosure 1]

UNIVERSITY OF HAIFA
____________________

Reply to: 205 W 15th St. (4n)

New York NY 10011

February 18, 1987

Dear Dr. Thomas,

Thank you for sending me the draft report of the Task Force on Deceptive and Indirect Techniques.

While reading it, I found myself constantly puzzled and dissatisfied. It seems that the report reflects two kinds of ambiguity, one conceptual and the other moral.

The basic problem is the inability to define what the Task Force had to investigate. What exactly are deceptive and indirect techniques of persuasion and control? I don't think that psychologists know much about techniques of persuasion and control, either direct or indirect, either deceptive or honest. We just don't know, and we should admit it. Lacking psychological theory, the report resorts to sensationalism in the style of certain tabloids. The collection of stories on p. 19, with references to "Satanic cults", reminded me of the National Enquirer. Most of these stories are unfounded allegations, and even if founded in fact, have no place in a report on persuasion techniques.

The term "brainwashing" is not a recognized theoretical concept, and is just a sensationalist "explanation" more suitable to "cultists" and revival preachers. It should not be used by psychologists, since it does not explain anything.

The Task Force seems to think that various gurus, and religious leaders are dishonest cracks. I tend to accept this moral judgement, but I am not sure that it can be supported by psychological theory at this stage.

The second part of the report, dealing with psychotherapy, is more interesting and on firmer conceptual and moral ground. It deals with issues that are closer to home.

Indeed, LGAT's are a form of psychotherapy, and indeed, psychotherapy as it is practised most of the time (private practice) is likely to lead the immoral behavior. So, maybe the report should be focused on the abuses by legitimate professionals, and the question of LGAT's.

I have no sympathy for Rev. Moon, Rajneesh, or Scientology, but I think that psychologists will be doing the public a greater favour by cleaning their own act, before they pick on various strange religions. And the difference between science and religion, it seems to me, is in the readiness to admit that we don't know, and we don't have explanations for everything.

In its present form, I think that the report should not be made public.

Sincerely,


Benjamin Beit-Hallahmi


[Allegato 2]

The University of Connecticut

(The College of Liberal Arts and Sciences Department of Psychology)
__________________________________

Jeffrey D. Fisher, Ph.D.

Professor of Psychology

JDF:dlk

Valutazione del "Rapporto della Task Force sulle tecniche di persuasione e controllo ingannevoli e indirette "

Questa task force affronta un compito estremamente difficile - fare raccomandazioni in una materia nella quale non esistono dati buoni e solidi.  Invece, vengono forzati per valutare ricerche metodologicamente inadeguate così come evidenze aneddotiche cariche di problemi di auto-selezione.  Nonostante la difficoltà del compito, ritengo che il Rapporto non rappresenti quel lavoro di qualità che ci si aspetta da una task force dell’ A.P.A. A questo lettore sembra essere non scientifico nel tono e pregiudiziale nella natura.  Trae conclusioni, che in molti casi non trovano riscontro con le evidenze prodotte.  A volte, il ragionamento sembra falsato al punto di essere quasi ridicolo.  In effetti, il Rapporto talora sembra caratterizzato dall’uso di tecniche di persuasione e controllo ingannevoli e indirette, cioè esattamente l’oggetto che vorrebbe indagare.

Infine, mentre non sono familiare con le aree di competenza degli esperti della task force, mi sembra che la task force avrebbe dovuto includere almeno uno psicologo sociale esperto in influenza sociale (ad esempio, formazione e cambiamento dell’atteggiamento, etc.).

Dettaglierò di seguito le mie reazioni specifiche al rapporto..

Nella sintesi introduttiva, è ingiusto accomunare culti e LGAT. Oltretutto, la sintesi introduttiva trae conclusioni più forti che di quanto giustificato dai dati presentati.

A pagina 3, fine del Paragrafo 1, l’affermazione dovrebbe essere supportata da dati.
Da Pagina 6-8, la maggior parte del materiale "Retroterra storico" suona più come un isterico discorso sconclusionato che come un rapporto di una task force scientifica.
A Pagina 9, l’affermazione per cui le relazioni all’interno delle sette (Riga 5) si fonderebbe su gruppi di pseudo crescita, etc. allo stato dell’arte sembra un’accusa non supportata.  Il tipo di dipendenza descritta si potrebbe trovare anche nella psicoterapia, nella relazione dottore-paziente e in alcuen relazioni genitore-figlio.
In cima a Pagina 10, non c’è prova che tutti i 3,000 presunti gruppi settari negli Stati Uniti producano gli effetti attribuiti alle sette nel rapporto.  In generale, le affermazioni di questo paragrafo sono debolmente supportate.
A Pagina 12, Riga 7, laddove inizia con "Inoltre…" il ragionamento si fa assolutamente dei più polemici, ridicoli che io abbia mai visto, tanto più in rapporto tecnico dell’ A.P.A. Assolutamente al di sotto della qualità della ricerca che caratterizza l’ A.P.A.
A Pagina 14, il semplice fatto che gli autori definiscano la setta (totalitaria) in un certo modo non significa che sia così. Dovrebbe essere verificato empiricamente, caso per caso, se un certo gruppo sia o meno una setta.
L’affermazione a pagine 17, primo paragrafo, è molto importante e dovrebbe essere evidenziata maggiormente nel trarre conclusioni. Lo stesso vale per la frase conclusive del paragrafo.
A Pagina 18, l’affermazione a riga 7 sull’avvocato che indagava Synanon è troppo sciocca per riferirsi a un rapporto di una task force A.P.A.. Mentre alcuni dati in questa pagina si riferiscono probabilmente a sette, non potrebbero anche spiegarsi con fattori come S.E.S., piuttosto che come insegnamenti settari?
Gli articoli di giornali e riviste discussi a Pagina 19 sono aneddottici e unilateralmente selezionati. Non c’è ricerca a supportarli. Ciò che arriva sulla stampa è probabilmente in qualche modo atipico.
All’ultimo paragrafo, Pagina 22, la rete anti sette è probabilmente in qualche modo pregiudiziale.
Commento generale. Nel discutere I dati, non sento che sia rimarcato adeguatamente che tutto ciò che si legge è ricerca falsata e evidenze aneddottiche.
A pagine 27, terz’ultima riga, l’affermazione che una percentuale significativa degli appartenenti a sette è evidentemente danneggiata, alcuni in maniera così drammatica, non è basata su alcun dato.
Il materiale in fondo a Pagina 28 e in cima a Pagina 29 è probabilmente vero anche per psicologi, professori, psichiatri, relazioni studente-insegnate, etc...
A Pagina 30, partendo da riga 3, credo si debba valutare ciascuna setta presunta caso per caso, esattamente come A.P.A. fa con gli psicologi accusati di violare i principi etici.
Alle Pagine 32-34, gli autori presentano un caso in grande dettaglio e lo usano per generalizzare ad altre terapie alternative. Di nuovo a Pagina 36, usano un altro aneddoto su cui nessuno discuterebbe,
A Pagina 40, primo paragrafo il materiale è presentato come vero per tutti i LGATs, ma non lo è.
Il ragionamento che inizia alla riga 7, (2), è fallace e [sic] non scientifico.
A Pagina 50, mi sembra che i motivi delle persone che si interessano di influenza sociale siano difficili da classificare. Chi dovrebbe definire cosa sia sfruttamento?
A Pagina 53, riga 5, l’affermazione sulle "storie dell’orrore" non è supportatada questo rapporto.
A Pagina 55, riga 2, posso pensare a diversi valori "maggioritari" con cui non sono d’accordo – chi potrebbe asserire che i valori maggioritari sono necessariamente corretti come qui implicitamente assunto?
A Pagina 57, primo paragrafo, primo periodo, sembra che gli autori traggano conclusioni prima di aver completato una qualsiasi ricerca ben fatta.
A Pagina 60, Discussione, primo periodo, sulla base della mia lettura del rapporto non direi che il danno sia stato dimostrato con qualsivoglia grado di precisione scientifica.
Non c’è nulla sulle sette nella sezione di raccomandazioni, sebbene una buona parte del rapporto della task force report sia dedicato ad esse. Perchè?
A Pagina 61, primo paragrafo, sembra che si introducano molte tattiche per generare paura emotiva, scorrelate dai fatti, ma correlate invece con gli interessi degli psicologi.
A Pagina 64, le tecniche psicologiche non sono proprietà degli psicologi - la professione non le possiede.


(Enclosure 2)

The University of Connecticut

(The College of Liberal Arts and Sciences Department of Psychology)
___________________________________

March 2, 1987

Ms. Dorothy Thomas

Office of Social and Ehical Responsibility

American Psychological Association

1200 Seventeenth Street, NW

Washington, DC 20036

Dear Ms. Thomas:

Enclosed please find my review of the Task Force Report you sent to me for my reaction.

I hope that you find my response helpful to you in your deliberations. Please don't fail to contact me if I can be of further help.

Sincerely,

Jeffrey D. Fisher, Ph.D.

Professor of Psychology

JDF:dlk


Enclosure

Review of "Report of the Task Force on Deceptive and Indirect Techniques of Persuasion and Control"

This task force is faced with an extremely difficult task - making recommendations in an area where no good, hard data exist. Instead, they are forced to evaluate methodologically inadequate research as well as anecdotal evidence fraught with problems such as self-selection. Notwithstanding the difficulty of the task, it is my opinion that the report does not represent the quality of work one would expect of an A.P.A. task force. To this reader it seems to be unscientific in tone, and biased in nature. It draws conclusions, which in many cases do not mesh well with the evidence presented. At times, the reasoning seems flawed to the point of being almost ridiculous. In fact, the report sometimes seems to be characterized by the use of deceptive, indirect techniques of persuasion and control - the very thing it is investigating. Finally, while I am not familiar with the areas of expertise of everyone on the task force, it seems to me that at least one social psychologist who is an expert on social influence (e.g., attitude formation and change, etc.), should have been included.

I will detail my specific reactions to the manuscript below.

In the abstract, it is unfair to cluster cults and LGATs together. Overall, the abstract states stronger conclusions than justified by the data presented in the paper.

On Page 3, end of Paragraph 1, the statement should be supported by data.
From Pages 6-8, much of the material under "Historical Background" reads more like hysterical ramblings than a scientific task force report.
On Page 9, the statement on cultic relationships (Line 5) being found in pseudo growth groups, etc. at this point seems to be an unsupported allegation. The type of dependency described could be found also in psychotherapy, doctor-patient relationships, and some parent-child relationships.
On the top of Page 10, there is no evidence that all 3,000 purported cultic groups in the U.S. have the effects ascribed to cultic groups in the paper. In general, the statements in this paragraph are very weakly supported.
On Page 12, Line 7, beginning with "Furthermore," the reasoning becomes absolutely some of the most polemical, ridiculous reasoning I’ve ever seen anywhere, much less in the context of an A.P.A. technical report. Not at all of the scholarly quality befitting A.P.A.
On Page 14, just because the authors define cult (totalist type) in a particular way doesn't make it so in practice. It would have to be determined empirically, in each case, whether a particular group qualifies as a cult.
The statement on Page 17, first full paragraph, is very important and should be stressed much more in drawing conclusions. The same with the final sentence in the paragraph.
On Page 18, the statement on Line 7 about the lawyer investigating Synanon is too silly to befit an A.P.A. task force report. While some of the data on this page is probably due to cults, couldn't some be explained by such factors as S.E.S., rather than cultic teachings?
The newspaper and magazine articles discussed on Page 19 are all anecdotal and self-selected. There is no research to back them up. What gets into the press is probably somewhat atypical.
On the last paragraph, Page 22, the counter cult network is probably somewhat biased.
General comment. In discussing the data, I just don't feel it's stressed enough that all one has to go on is flawed research, and anecdotal evidence.
On page 27, three lines from the bottom, the statement that a significant percentage of cultists is clearly harmed, some terribly so, is based on no data.
The material on the bottom of Page 28 and the top of Page 29 is probably true of psychologists, professors, psychiatrists, student-teacher relationships, etc. as well.
On Page 30, beginning with Line 3, I feel one needs to evaluate each supposed cult on a case by case basis, just like A.P.A. does with psychologists accused of violating ethical principles.
On Pages 32-34, the authors present one case in great detail, and use it to generalize (unfairly) to other alternative therapies. Again on Page 36, they use another anecdote that nobody would argue with.
On Page 40, first paragraph, the material is presented as true of all LGATs, but it is not.
The reasoning beginning with Line 7, (2), is flawed an [sic] unscientific.
On Page 50, it seems to me that the motives of people engaging in social influence are quite difficult to classify. Who's to say what constitutes exploitation?
On Page 53, Line 5, the statement about "horror stories" is not borne out by this report.
On Page 55, Line 2, I can think of many "mainstream" values which I disagree with - who's to say mainstream values are necessarily, correct, as assumed here.
On Page 57, first full paragraph, first sentence, it seems as if the authors are drawing conclusions before any well-done research has been completed.
On Page 60, Discussion, first sentence, based on my reading of the paper, I would not say harm has been demonstrated with any degree of scientific precision.
There is nothing on cults in the recommendation section, even though a good bit of the task force report is devoted to them. Why?
Page 61, first full paragraph, seems to involve a lot of emotional scare tactics, unrelated to the facts, but related to the self-interest of psychologists.
On Page 64, psychological techniques aren't the property of psychologists - the profession doesn't own them.


Amitrani e Di Marzio così concludono il loro contributo:

“…La considerazione più importante che si evince dal documento è comunque questa : non c’è nel Memorandum il rifiuto ufficiale delle teorie del lavaggio del cervello, ma solo il rifiuto di un rapporto stilato da una commissione sul tema delle teorie della manipolazione mentale applicate ai Nuovi Movimenti Religiosi. Rifiuto dovuto alla mancanza di correttezza metodologica.

3) Nel Memo, inoltre, si mettevano in guardia i membri del DIMPAC dall’affermare che l’APA condivideva le conclusioni del loro rapporto. Il BSERP richiedeva al DIMPAC la correttezza di divulgare il loro rapporto solo dopo aver chiarito che il BSERP non l’aveva accettato.

4) La parte più importante del Memo, che poi è quella che più ci interessa, dice : "Finally, after much consideration, BSERP does not believe that we have sufficient information available to guide us in taking a position on this issue". In questa affermazione il BSERP, cioè la Commissione che ha esaminato il documento, dice che dopo molte considerazioni, essa non ritiene di avere sufficienti informazioni che possano portarla a prendere una posizione su questa questione. Peccato che gli studiosi citati precedentemente abbiano dimenticato di prendere in considerazione questa frase del Memo che non ci sembra affatto secondaria. Fatto sta, però, che, almeno nei documenti da noi citati, non compare mai menzione di questa frase che pure esiste!

La verità è dunque questa ed è molto diversa da quella che ci era stata presentata : l’APA, Associazione di grande rilevanza nazionale ed internazionale, non ha preso nessuna posizione chiara ed ufficiale riguardo alle teorie della riforma del pensiero e del controllo mentale applicate ai Nuovi Movimenti Religiosi. Essa è in un situazione di attesa e rifiuta di assumere le posizioni di una parte o dell’altra. Il motivo è indicato chiaramente nel Memo : non ci sono sufficienti informazioni, non ci sono cioè sufficienti ricerche e ipotesi di ricerca verificate scientificamente per dare una risposta finale a questo quesito…”.


Da wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/APA_taskforce_on_Deceptive_and_Indirect_Techniques_of_Persuasion_and_Control

Impatto dell’accantonamento del rapporto DIMPAC sui casi giudiziari

Nell’Agosto 1988 la Corte d’Appello del Distretto Columbia sovvertì il caso Kropinski contro World Plan Executive Council, in base alla mancanza di supporto scientifico alle teorie presentate da Margaret Singer, durante la sua testimonianza come testimone esperto

Nel 1989 la Quarta Corte d’appello della California, nel caso Robin George contro International Society for Krishna Consciousness, rigettò la testimonianza esperta della Singer sulla base del fatto che la teoria del lavaggio del cervello sul falso imprigionamento costituiva un tentativo di introdurre una responsabilità civile sulle pratiche religiose che il querelante riteneva discutibile e che tale introduzione appariva in contraddizione con il Primo Emendamento.[12]

Nel 1990 Il Giudice Judge Lowell Jensen escluse la testimonianza della Singer nel caso United States contro Fishman, in quanto la Corte non si convinse che la comunità medica accettasse su larga scala la teoria della persuasione coercitiva da parte di sette religiose e perché la Corte non accettò la teoria della persuasione coercitiva nel contesto delle sette.[13]

Nel 1991, nel caso Patrick Ryan contro. Maharishi Yogi registrato presso la Corte Distrettuale di Washington, DC, il Giudice Oliver Gasch rifiutò di ammettere la Singer a testimoniare, basandosi sulle premesse che le teorie di Singer e Ofshe non raccoglievano approvazione scientifica sostanziale e non erano quindi ammissibili come base per una opinione esperta.[14]

Margaret Singer, e altri contro APA e altri (caso RICO)

Quando il BSERP dell’APA rifiutò di accettare le conclusioni del DIMPAC, Singer denunciò l’APA e gli altri ricercatori nel 1992 per "diffamazione, frode, favoreggiamento e cospirazione", in base alla Legge sulle organizzazioni corrotte e influenza dal Racket (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act o RICO), e perse nel 1994.[15] La causa sosteneva che molti dirigenti di vertice dell’ APA e dell’ASA cercavano di distruggere carriere, dichiarando che dal 1986 al 1992 erano ricorsi ad influenza impropria in testimonianze rese in cause giudiziarie presso le corti di stato, ad affidavit non veritieri, avevano ostacolato la giustizia in cause federali, sviato giudici federali e commesso frodi telefoniche e postali. Ofshe e Singer dissero che queste azioni avevano danneggiato la loro reputazione di esperti nel campo della psicologia e sociologia nel campo della persuasione coercitiva, impedendogli di testimoniare contro le sette, e specificarono atti di collusione tra diversi degli accusati e le sette.[16]

In una intervista con The Cult Observer, Michael Flomenhaft, avvocato nella azienda che rappresentava Singer and Ofshe, disse: "Tutti I fatti sono lì. E’ una situazione molto insidiosa, ed è difficile credere che simili istituzioni possano aver tenuto simili comportamenti. Questo caso deve essere portato avanti con forza perché la natura delle lamentele causa scetticismo".

Impact of the DIMPAC report dimissal on court cases

In August 1988 the District of Columbia Court of Appeals overturned the Kropinski v. World Plan Executive Council case, based on the lack of scientific support for the theories presented by Margaret Singer, during her testimony as an expert witness.[11]

In 1989 the Fourth Appellate District Court of Appeal of California, in the Robin George v. International Society for Krishna Consciousness case, rejected Singer's expert testimony on the basis that the brainwashing theory of false imprisonment constituted an attempt to premise tort liability on religious practices that the plaintiff believed to be objectionable, and that such premise appeared inconsistent with the First Amendment.[12]

In 1990 District Court Judge Lowell Jensen excluded Singer's testimony in United States v. Fishman, because the Court remained unconvinced that the medical community widely accepted the application of coercive persuasion theory to religious cults and because the Court did not accept the theory of coercive persuasion in the context of cults.[13]

In 1991, in the Patrick Ryan v. Maharishi Yogi case filed in the US District Court in Washington, DC, Judge Oliver Gasch refused to allow Singer to testify, based on the premises that Singer and Ofshe's theory did not enjoy substantial scientific approval and was therefore not admissible as the basis of expert opinion.[14]

[edit] Margaret Singer, et al. v. APA, et al. (RICO lawsuit)

When the APA's BSERP declined to accept the DIMPAC findings, Singer sued the APA and other scholars in 1992 for "defamation, frauds, aiding and abetting and conspiracy", under the Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO), and lost in 1994.[15] The lawsuit alleged that several top executives at the APA and ASA attempted to destroy careers, charging that from 1986 to 1992 they resorted to improper influence of witnesses in state court litigations, filed untrue affidavits, attempted to obstruct justice in federal litigations, deceived federal judges, and committed wire and mail fraud. Ofshe and Singer said that these actions damaged their reputations as forensic experts in the fields of psychology and sociology in the area of coercive persuasion, preventing their testimony against cults, and specified acts of collusion between several of the defendants and cult groups.[16]
In an interview with The Cult Observer, Michael Flomenhaft, a lawyer in the firm representing Singer and Ofshe, said:
"All the facts are there. It's a very insidious thing, and it's hard to believe that such institutions could have engaged in this behavior. This case had to be brought very deliberately because the nature of the complaints causes skepticism".

Sul sito del CESNUR è possibile trovare sia il testo del Report che la sentenza del procedimento mosso dalla Singer contro l’APA nel 1993-94:

Report of the Task Force on Deceptive and Indirect Techniques of Persuasion and Control
http://www.cesnur.org/testi/DIMPAC.htm

Sentenza processo SINGER contro APA JUN 17 1994
http://www.cesnur.org/testi/singer.htm

SENTENZA

Questo caso è stato regolarmente ascoltato presso il Dipartimento 81 di questa corte di fronte all’Onorevole Giudice James Lambden, che lo ha presieduto in data10 June 1994. Dopo aver considerato le carte dell’accusa e le carte della difesa, così come le testimonianze orali rese in aula questa corte delibera come segue.
Questo caso, che comporta accuse di diffamazione, frode, favoreggiamento e cospirazione, costituisce chiaramente una disputa sull’applicazione del primo Emendamento a un dibattito pubblico su materie sia accademiche che professionali. Le parti in causa possono essere ben descritte come I campi opposti in un lungo dibattito su determinate teorie psicologiche.
Le affermazioni di cui il querelante si lamenta, avvenute nel contesto di precedenti contese legali e che avrebbero coinvolto l’aggiunta fraudolenta dei nomi di alcuni imputati in documenti allegati alle suddette cause legali, sarebbero state chiaramente protette come commenti su una questione pubblica sia che le affermazioni fossero state rese in riunioni di avvocati o meno. La corte non ha bisogno di considerare se il privilegio del Codice Civile 47 (b) si estenda a un presunto intruso nella causa legale.
I querelanti non hanno presentato sufficienti prove per stabilire alcuna ragionevole probabilità di successo in ciascuna causa. In particolare I querelanti non possono stabilire una frode con riferimento alle rappresentazioni fatte da altre parti in una causa sottostante.
Perciò le Motivazioni Speciali degli accusati di archiviare ogni causa contro di essi, ai sensi del Codice di procedura Civile 425.16 è accolta. Comunque, i costi legali saranno richiesti con separate azioni.


SUPERIOR COURT OF THE STATE OF CALIFORNIA IN AND FOR THE COUNTY OF ALAMEDA

Case No. 730012-8

Margaret Singer, et al.,

Plaintiff

v.

American Psychological Association, et. Al.,

Defendants

ORDER

This matter was regularly heard in Department 81 of this court before the Honorable Judge James Lambden presiding on June 10, 1994. After consideration of moving papers and papers submitted in opposition thereof, as well as oral argument of counsel present at the hearing, this court rules as follows.
This case, which involves claims of defamation, frauds, aiding and abetting and conspiracy, clearly constitutes a dispute over the application of the First Amendment to a public debate over matters both academic and professional. The disputant may fairly be described as the opposing camps in a longstanding debate over certain theories in the field of psychology.
The speech of which the plaintiff's complain, which occurred in the context of prior litigation and allegedly involved the "fraudulent" addition of the names of certain defendants to documents filed in said prior litigation, would clearly have been protected as comment on a public issue whether or not the statements were made in the contest of legal briefs. The court need not consider whether the privilege of Civil Code 47 (b) extends to an alleged interloper in a legal proceeding.
Plaintiffs have not presented sufficient evidence to establish any reasonable probability of success on any cause of action. In particular Plaintiffs cannot establish deceit with reference to representations made to other parties in the underlying lawsuit.
Thus Defendants' Special Motions to Strike each of the causes at action asserted against them, pursuant to Code of Civil Procedure 425.16 is granted. However, attorney's fees shall be requested by separation motion.

Dated: JUN 17 1994


Ecco brevemente l'epilogo

Da Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Margaret_Singer

“…A quel tempo (dopo il processo), la Singer e il suo collaboratore e sociologo Richard Ofshe, dichiararono la loro intenzione di perseguire Michael Flomenhaft, l’avvocato che li aveva rappresentati nel processo, per negligenza professionale.
La Singer fu successivamente rifiutata dai giudici come testimone esperta in quattro casi relativi il lavaggio del cervello e controllo mentale.
Dopo che il Report APA fu rifiutato, la Singer rielaborò molto del materiale rifiutato nel libro Cults in Our Midst: The Hidden Menace in Our Everyday Lives, che lei scrisse insieme a Janja Lalich”.


At that time, Singer and and her professional associate, sociologist Richard Ofshe declared their intention to sue Michael Flomenhaft, the lawyer that represented them in the case, for malpractice.[26]
Singer was subsequently not accepted by judges as an expert witness in four cases alleging brainwashing and mind control.[27][28][29][30]
After the report was rejected, Singer reworked much of the rejected material into the book Cults in Our Midst: The Hidden Menace in Our Everyday Lives, which she co-authored with Janja Lalich.[31]

Concludo dicendo che naturalmente non era mia intenzione aggiungere nulla a quanto già conosciuto in questo campo. Spero semplicemente di aver reso un po’ più fruibile il materiale esistente per coloro che, come me, son meno avvezzi a queste tematiche.

Pietro Bono

2 commenti:

luna ha detto...

Grazie Pietro,attraverso il materiale del tuo blog ho potuto ritrovare senso a tante cose. Grazie Ti voglio Bene.
Luna

Pietro Bono ha detto...

Cara Luna, il mio blog è come un albero. C'è una parte che si vede, che è appunto il blog, e una parte che non si vede, le radici. Quelle radici si nutrono costantemente dalle esperienze straordinarie, come la tua e quelle di tanti altri che ho conosciuto negli anni di cammino comune in arkeon. Tu non hai idea del dono che mi hai fatto con la tua partecipazione al tuo primo seminario Padova. Ma io sì. Un abbraccio grandissimo a te e alla tua meravigliosa famiglia.
Pietro